Documenti di identità e contratti

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Il primo passo? Metti da parte il passaporto, la carta d’identità, il contratto di locazione. Senza questi, sei cieco in una stanza buia. Qui non c’è spazio per scuse.

Fatture e ricevute

Fatture elettroniche, ricevute cartacee, note di credito: se non li tieni, il tuo avvocato avrà solo l’aria di un vento. Stampa, archivia, salva su cloud. Due copie, mai una sola.

Comunicazioni scritte

Messaggi di testo, email, chat di WhatsApp: questi sono i testimoni silenziosi. Quando il cliente ti accusa di non aver rispettato i termini, il tuo storico è la tua armatura. Conserva tutto, anche i messaggi “Scusa, ti invio il file domani”.

Prove di pagamento

Bonifici, estratti conto, screenshot di PayPal: la prova del denaro è la prova della verità. Se il cliente dice “non ho pagato”, tu mostri la transazione. Nessun dibattito.

Documentazione tecnica

Log di server, backup, versioni del software: quando la disputa riguarda la qualità del servizio, il log è la tua sentenza. Non dimenticare di timestampare ogni file.

Contratti di servizio e SLA

Service Level Agreement, termini di servizio: leggi e firma. Se il cliente vuole cambiare le regole a metà partita, il documento scritto è il muro di mattoni che lo ferma.

Come organizzare il tutto

Usa una cartella “Dispute” su Google Drive, crea sottocartelle per ogni cliente. Etichetta con data, usa il formato “YYYY-MM-DD”. Non è solo ordine, è sopravvivenza.

Ultimo consiglio

Non aspettare di essere in tribunale per cercare le prove: prepara tutto ora, così quando la tempesta arriva, tu sei già al riparo.